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Ricerca radioastronomica e missioni spaziali: il contributo dell’astronautica all’astronomia

Ricerca radioastronomica e missioni spaziali: il contributo dell'astronautica all'astronomia

Era il 1962 quando il primo razzo per l'osservazione delle emissioni lunari a raggi X venne lanciato; fu l'inizio dell'astronomia a raggi X e dei primi passi nell'osservazione dell'intero spettro elettromagnetico. IRAS fu il primo satellite per l'osservazione nell'infrarosso, scandagliando l'universo osservò più di 250.000 sorgenti infrarosse. Ma già molto tempo prima, nel 1968 il satellite OAO-2 compì le prime osservazioni nell'ultravioletto. Seguirono via via altre missioni dedicate alla ricerca radioastronomica, fino a COBE e all'osservazione dell'eco del big-bang, SOHO e l'osservazione del sole, ISO, XMM e CHANDRA. Missioni che hanno scritto un pezzo di storia dell'astronautica, della astronomia ed in particolare della radioastronomia; così la conquista dello spazio ha aperto la strada verso nuove frontiere dell'astronomia. Il successo delle missioni spaziali a carattere radioastronomico di cui COBE è stato uno dei massimi esponenti, non è però l'unica faccia del binomio radioastronomia-missino spaziali. Negli ultimi trent'anni si sono infatti esponenzialmente moltiplicate le missioni spaziali con più payload scientifici a bordo permettendo di osservare particolari fenomeni da più punti di vista e con strumenti e risoluzioni diverse, ottenendo una osservazione il più possibile completa. Oggi più che mai la necessità di ammortizzare in tempi brevi gli investimenti in missioni spaziali ottenendo risultati scientifici "immediati" ha reso obbligata tale soluzione, portando sempre più spesso al di fuori dell'atmosfera terrestre strumenti per la ricerca radioastronomica. E' il caso del telescopio Hubble, strumento che ha fornito più di 100.000 sensazionali immagini, che dal 1996 "collabora" con sensori ad infrarossi ed uno spettrometro. Da non sottovalutare infine l'apertura del mondo delle missioni spaziali agli utenti privati che potrebbe diventare in tempi brevi un tranpolino di lancio per esperimenti scientifici a basso costo ma dalle grandi aspettative; RLI ne è un concreto esempio.

Relatore

Davide Bruzzi
Marano sul Panaro (MO)
IARA group

Materiale

Visualizza la relazione da qui (1.9 Mb).

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