IARA - Italian Amateur Radio Astronomy

Il 21 e 22 ottobre scorsi abbiamo avuto il piacere di ospitare nella struttura dell’Osservatorio Astronomico e Planetario di Gorga il XIII Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale, appuntamento annuale della sezione di Radioastronomia dell’UAI.
Infatti, quest’anno, la IARA – Italian Amateur Radio Astronomy e la SdR Radioastronomia UAI hanno scelto di svolgere i lavori congressuali nella nostra struttura che opera attivamente dal 2008 nell’ambito della divulgazione astronomica sia presso il grande pubblico che per le numerose scolaresche che visitano la struttura.
Quando Salvo Pluchino, all’inizio di quest’anno, ci propose di poter ospitare il Congresso, abbiamo subito accettato senza alcun indugio, onorati della richiesta che ci veniva fatta, e ci siamo immediatamente prodigati per la sua buona riuscita.
L’evento di rilevanza nazionale è stato di particolare importanza sia per la comunità locale che per noi del Gruppo Astrofili Monti Lepini dato che ha rappresentato anche un riconoscimento per l’attività che ci vedono continuamente impegnati come volontari nell’Osservatorio Astronomico nelle varie iniziative che organizziamo per svolgere i nostri scopi statutari.
L’evento è iniziato il sabato mattina con una intera sessione didattica rivolta alle scuole superiori con lo scopo di illustrare e di far conoscere agli studenti presenti la radioastronomia soprattutto da un punto di vista sperimentale. Guidati da Mario Sandri, gli studenti hanno potuto vedere come sia possibile, con pochi click e qualche conticino, ricavare la struttura della nostra Galassia. La Radioastronomia viene trattata poco o affatto nei programmi scolastici, ma può essere da spunto a lavori, che considerati i mezzi usati, una connessione Internet e qualche ora di tempo, portano a risultati confrontabili con quelli professionali.
Sempre la mattina, Flavio Falcinelli ci ha introdotto nei concetti base della Radioastronomia, mentre Marco Monaci ha fatto una panoramica sullo stato dell’arte delle antenne usate nel mondo della ricerca.
Il pomeriggio è continuato su un aspetto più prettamente tecnologico in cui si è parlato di antenne autocostruite riciclando parabole dismesse, con le quali Andrea Buti si è realizzato un radiotelescopio casalingo, o di soluzioni commerciali “chiavi in mano”, come quella proposta da Pluchino. Marco Monici ci ha intrattenuto su possibili campi di indagini alla portata della ricerca amatoriale.
La sessione pomeridiana si è conclusa con la conferenza aperta al pubblico ”La Croce del Nord: nuovi upgrade e futuri campi applicativi dell’antenna di Medicina” in cui Germano Bianchi, responsabile del radiotelescopio Croce del Nord di Medicina (BO) e chairman del “National technological Space Debris committee, ha descritto la manutenzione evolutiva cui è stato sottoposto questo storico radiotelescopio italiano per renderlo utilizzabile, tra l’altro, all’individuazione degli “Space Debris”, un problema che sta divenendo di anno in anno sempre più pressante.
E proprio agli Space Debris è stato dedicato l’ultimo intervento prima della Conferenza pubblica. Purtroppo il relatore, Claudio Paris, per sopraggiunti impegni, non ha potuto relazionare di persona sul pericolo che questi rifiuti spaziali rappresentano per le attività spaziali, ma soprattutto per i voli umani nello spazio.
La Domenica mattina i lavori sono continuati con l’interessante presentazione di Andrea Dell’Immagine sulla ricezione e la successiva elaborazione dei debolissimi segnali che provengono dalle Pulsar. Particolare enfasi è stata data dal relatore al grosso contributo che l’amatore radioastrofilo può dare ai colleghi professionisti nell’ambito dello studio di questi oggetti dell’ultimo stadio dell’evoluzione stellare, ulteriore dimostrazione di come l’osservatore non professionista può raccogliere dati che possono essere di fondamentale ausilio per gli astronomi professionisti.
Andrea Buti ha descritto la realizzazione di un’antenna per la ricezione della riga a 21 cm dell’idrogeno, ricezione che può essere un buon inizio per il radioastrofilo che vuole compiere i primi passi nella radioastronomia.
Il nostro Antonio Gerardi ha infine illustrato l’attività da noi svolta nell’ambito del Meteor Scatter, anche questa un’attività di facile accesso per questa disciplina.
Il lavori si sono conclusi con l’appuntamento per il prossimo anno a Santa Maria a Monte.
Che dire?
I due giorni di Congresso sono volati e ci hanno introdotto in argomenti che nulla hanno da invidiare alla più seguita astrofilia in banda ottica. Speriamo di aver dato nel migliore dei modi, un nostro piccolo contributo alla diffusione di questo appassionante terreno di indagine.

Vincenzo Gagliarducci
Presidente Gruppo Astrofili Monti Lepini
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Ogni anno IARA organizza ICARA, Italian Congress of Amateur Radio Astronomy. Questo congresso cambia sede ogni volta e viene realizzato con l'aiuto di associazioni o gruppi che lo ospitano.
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